
TRA MONEO E MEMINI Necessità dell’architettura per la “transizione ecologica”
Le motivazioni cui si fonda il progetto di ricerca del Dottorato, traggono spunto dal constatare come tanti indicatori, dapprima interpretati come aspetti contingenziali e parentesi temporanea nello scorrere delle nostre esistenze, oggi tratteggino il quadro complessivo delle profonde trasformazioni che interessano i modi di vivere e i paradigmi che regoleranno in futuro le relazioni umane. I mutamenti in corso dell’ambiente fisico sembrano disegnare, infatti, geografie insolite che necessitano di ulteriori generi interpretativi. Sono dunque gli ecosistemi complessi, stratificati e potenziali portatori di rinnovate ecologie, lo spazio di indagine cui è chiamata l’architettura poiché necessitano di un ripensamento che tenga conto della matura interpretazione di un paesaggio urbano e territoriale in mutazione e dei significati dell’abitare, tra tradizione e modernità Si dimostrerà, attraverso alcuni casi studio, quali sono i modi perseguibili per il miglioramento della qualità dell’abitare e della valorizzazione dell’ambiente, risorsa patrimoniale, culturale ed economica di primaria importanza per un paese di antica tradizione insediativa come il nostro, cogliendo i mutamenti epocali nella direzione di una “transizione ecologica” declinata in “transizione architettonica”.
A cura di: Giuseppe Di Benedetto, Claudio Calvaruso, Marco Cannata, Elena Paccagnella, Pietro Maria Torregrossa, Domenico Busa, Laura Nunzia Ferlito, Giulia Renda, Graziano Testa, Eleonora Balsamo, Enrica Consiglio, Marco Di Trapani, Cristina Licciardello, Andrea Morana, Emanuela Vassallo.
Questa attività è correlata alla seguente missione Horizon Europe:
- Adattamento ai cambiamenti climatici