
Litigare e fare la pace seguendo la nonviolenza
I conflitti sono il tipo di situazione di vita in cui maggiormente si esercita la nonviolenza, e potremmo definirli il suo ambiente naturale. L’idea che la nonviolenza ne ha è che non siano di per sé un evento negativo, bensì che il giudizio su di essi dipenda dal loro sviluppo: un conflitto può essere distruttore e creatore, come dice Johan Galtung (1930-2024), pioniere degli studi sulla pace, con riferimento alla concezione induista. Se sostiamo nei conflitti seguendo modalità nonviolente, vi è la possibilità che essi si rivelino momenti significativi di apprendimento, crescita, approfondimento positivo della conoscenza reciproca e delle relazioni.
Questo laboratorio interattivo parte da queste premesse e quindi dalla sfida della nonviolenza, e prova a esplorare il territorio e la lingua dei conflitti, ai vari livelli, sperimentandone e simulandone le dinamiche in casi quotidiani e giocando intorno a essi. E’ un’occasione per persone di tutte le età, per confrontarsi con questi fenomeni ambivalenti, con il proprio modo di viverli, cercando di affrontarli e oltrepassarli con esiti soddisfacenti e sostenibili per i diversi attori e parti coinvolte.
Con la partecipazione di Salvatore Deiana e studenti e studentesse del C. d. L. Magistrale in Scienze Pedagogiche (Dipartimento di Pedagogia, psicologia, filosofia).
Descrizione immagine: cinque giovani stanno seduti per terra in cerchio e si tengono per mano. Al centro, per terra c0’è un disegno con impronte di mani colorate a tempera e il simbolo della pace. Immagine: Getty Images Per Unsplash+
