
La fisica applicata all’indagine forense: principi di meccanica, ottica e dinamica dei fluidi nella ricostruzione della scena del crimine
L’applicazione dei principi e delle metodologie della fisica classica e moderna gioca un ruolo fondamentale nell’ambito delle scienze forensi, fornendo strumenti analitici oggettivi per la ricostruzione di eventi criminosi. L’attività illustrerà le principali intersezioni tra la fisica e l’indagine forense, evidenziando come l’approccio quantitativo sia imprescindibile per la validazione scientifica delle prove in sede processuale. Attraverso modelli teorici e dimostrazioni empiriche, vengono esaminati tre ambiti applicativi di primario interesse:
Meccanica classica e balistica: applicazione delle leggi della dinamica per la determinazione delle traiettorie dei proiettile, la quantificazione dei vettori d’impatto e la ricostruzione cinematica degli eventi.
Ottica e interazione radiazione-materia: impiego della spettroscopia e di sorgenti luminose a frequenza variabile (UV, VIS, IR) per l’individuazione di tracce biologiche, dattiloscopiche e chimico merceologiche sulla scena del crimine e sui reperti acquisiti..
Dinamica dei fluidi: studio della reologia e della meccanica di formazione delle macchie ematiche (Bloodstain Pattern Analysis) per la determinazione della posizione geometrica delle fonti e delle forze agenti.
L’attività si propone di dimostrare l’efficacia del metodo scientifico come standard di indagine oggettivo e riproducibile.
Con la partecipazione di: Ten.Col. Pietro Coli, Cap. Fabio D’alessandro, Car. Sc. Gulina Rossella, M.llO.Antonello Luongo.
Descrizione immagine: l’interno di un’auto analizzato con l’aiuto di sorgenti luminose e tecniche di spettroscopia.
