
Monete spicciole di Velia: tracce di scambi commerciali in Magna Grecia
Argomento di ricerca sui beni culturali in corso presso i LNGS riguarda uno studio di provenienza di 100 monete di bronzo, provenienti dalla colonia greca di Elea/Velia e datate tra la fine del IV secolo a.C. e gli inizi del I secolo a.C. Tra gli obiettivi principali dello studio vi è l’analisi della composizione chimica (tramite ICP-MS) e dei rapporti isotopici del Piombo e dello Stronzio (tramite TIMS) delle monete, in modo da risalire alla specifica provenienza del metallo di cui sono composte.
I risultati di queste analisi sono molto importanti per comprendere il ruolo svolto dalle monete spicciole a Velia e per ricostruire le rotte commerciali e le relazioni socio-economiche nelle città della Magna Grecia.
Le monete studiate sono legate ad un progetto promosso dal Dipartimento di Scienze del Patrimonio Culturale (DiSPaC) dell’Università degli Studi di Salerno e premiato come miglior progetto dell’anno al Concorso Art Bonus 2019. Le monete ritrovate (circa 9.000) necessitavano da tempo di restauro, circa 4.300 monete sono state analizzate e di queste 2.252 appartengono alla zecca locale di Velia, mentre sembra limitato l’uso di monete straniere.
I 100 campioni di moneta in bronzo sono suddivisi in base alle diverse emissioni e dei periodi storici di produzione. Tutte le monete presentano l’iscrizione del nome della città di Velia scritto in alfabeto greco ΥΕΛΗ.
-15 monete raffigurano al dritto la testa di Eracle e al rovescio una civetta, datate al IV secolo a.C.
-20 esemplari raffiguranti la testa di Atena al dritto e una civetta al rovescio e 45 monete raffiguranti la testa di Zeus al dritto e una civetta al rovescio, sono entrambe datate al III-II secolo a.C.
-Infine, 20 monete raffigurano al dritto la testa di Atena e al rovescio un tripode e sono databili alla fine del I secolo a.C. Queste ultime monete fanno parte di uno studio precedente, eseguito dallo stesso gruppo di ricerca.
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