Open Day dedicato alla presentazione del progetto di ripensamento della narrazione museale che interessa il percorso espositivo del museo attraverso la riscrittura partecipata di pannelli e didascalie, l’introduzione di nuovi contenuti multimediali e un rinnovamento grafico e tecnologico degli allestimenti.
Guidato dalla volontà di rendere il museo uno spazio sempre più aperto al dialogo e al confronto, il progetto nasce con l’obiettivo di sviluppare una riflessione condivisa sul ruolo delle istituzioni culturali contemporanee e sulle modalità con cui vengono raccontate le collezioni e le storie che esse custodiscono. Al centro del percorso vi sono temi quali le eredità coloniali delle collezioni, la ricerca sulla loro provenienza, il rapporto con le comunità e i Paesi d’origine e la capacità dei musei di rinnovarsi per diventare luoghi sempre più trasparenti, rappresentativi e partecipati.
Attraverso un percorso di coprogettazione che ha coinvolto professionisti, studiosi, associazioni, comunità di interesse e cittadini, “Culture nel Futuro” propone una rilettura del patrimonio del museo capace di valorizzare la pluralità degli sguardi e delle esperienze.
Nel corso della giornata il museo sarà aperto al pubblico con ingresso gratuito per raccontare il lavoro svolto nell’ambito del progetto e condividere con la cittadinanza il percorso di trasformazione in corso.
Alle ore 17.00 si terrà la presentazione pubblica degli esiti del progetto, durante la quale saranno illustrate le modalità partecipative adottate, dall’avviso pubblico al coinvolgimento delle comunità, fino al processo di riscrittura condivisa dei contenuti del percorso espositivo e alle scelte grafiche e tecnologiche che caratterizzano il nuovo allestimento.
Ore 18.00 – 21.00
Sconfinato Poetry Slam – Culture nel Futuro
Un evento di Genova Slam e Lega Italiana Poetry Slam
con Laura Grecale, Omid Maleknia, Elena Gerasi, SlamPii
direzione artistica Alberto Lasso Montesinos con Filippo Balestra
“Veniamo da quattro continenti, la poesia ci fa incontrare.”
Quattro slammer di diverse provenienze abiteranno gli spazi di Castello D’Albertis per raccontare in versi sguardi che si cercano e si evitano, oggetti che parlano più di una lingua, porte che si aprono e si richiudono a seconda di chi bussa.

