
Bioingegneria e interfacce uomo-macchina: il futuro presente
Il laboratorio si propone di illustrare, attraverso esperienze pratiche che derivano da progetti di ricerca e didattici (per i corsi di Ingegneria biomedica) il mondo delle interfacce fra persona e computer, dal punto di vista bioingegneristico, quindi quando questo rapporto uomo-macchina è funzionale a risolvere problemi di riabilitazione motoria o cognitiva, controllo di protesi o ausili di comunicazione, eccetera. Che si tratti di usare le informazioni associate al movimento del corpo, degli occhi, alle contrazioni muscolari, o altro, queste interfacce permettono di interagire in maniera diretta con videogiochi riabilitativi (exergame) o ausili assistivi, e consentono di ricevere biofeedback, ad esempio per permettere alla persona di controllare aspetti del proprio movimento dei quali non avrebbe contezza autonomamente.
Verranno presentati esempi che sfruttano il segnale elettrico legato alla contrazione muscolare per interagire con un videogioco, anche attraverso avanzati sistemi indossabili basati sull’uso di elettrodi stampati su indumenti per raccogliere tali segnali in maniera impercettibile all’utilizzatore, sistemi basati sul movimento oculare per permettere la comunicazione da parte di persone con mobilità ridotta e impossibilità di parlare, sistemi che sfruttano l’analisi in tempo reale del movimento per controllare degli exergame di riabilitazione.
Verranno presentati esempi dal progetto EU MYRTUS, nazionali VISIONARY e STOPme, dai progetti con AIRETT, e altro ancora. Sembra il futuro, ma è già presente!
Con la partecipazione di Danilo Pani, Giulia Sedda, Jessica Vacca, Maria Elena Lai, Giulia Pili, Marco Orrù, Pietro Ferraro (Dipartimento di Ingegneria elettrica ed elettronica Università degli studi di Cagliari).