Università degli Studi di Sassari

La cultura che libera: impressioni e confronti sul progetto LiberArte – Il Teatro come “strumento” transizionale

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Riflessione e confronto sul progetto LiberArte, che, avviato a partire dal 2023 nella Casa di Reclusione ‘Pittalis’ di Tempio Pausania (loc. Nuchis), ha creato numerose occasioni d’incontro e scambi culturali tra detenuti ed esponenti di istituzioni, riguardo in particolare al mondo dell’arte e della musica.

Referenti: Emmanuele Farris – Delegato del Rettore per il Polo Universitario Penitenziario;

Elisabetta Garau – Coordinatrice del progetto LiberArte

Partner: Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria della Sardegna (PRAP)

Ente Regionale per il Diritto allo Studio Universitario di Sassari (ERSU Sassari)

Riflessione e confronto sul progetto LiberArte, realizzato dal 2023 nella Casa di Reclusione ‘Pittalis’ di Tempio Pausania (loc. Nuchis), con una serie diversificata di attività, che ha consentito ai detenuti d’incontrare all’interno dell’istituto penitenziario vari esponenti di istituzioni, del mondo dell’arte e della musica, creando preziose occasioni di contatti e relazioni. Un indicatore importante dal punto di vista qualitativo è rappresentato dall’ampia partecipazione al Progetto LiberArte da parte delle persone detenute (tra le quali anche, studenti universitari e della scuola).

Oltre a vari eventi (presentazione di libri a cura dei detenuti, seminari su diversi temi, un concerto jazz), grazie al sostegno dell’ERSU è stato avviato un laboratorio teatrale, tutt’ora attivo, che ha messo in evidenza le spiccate capacità dei detenuti, molto apprezzate dal pubblico nei quattro spettacoli finora realizzati nel teatro interno all’Istituto Penitenziario. Il percorso, iniziato nella primavera del 2024, , ha coinvolto 22 attori non professionisti e si è concluso con la messa in scena de “La Tempesta” di Shakespeare (prima rappresentazione: luglio 2024; 3 repliche: tra settembre 2024 e gennaio 2025). Il laboratorio, coordinato da una regista specializzata in pratiche di teatro sociale, ha consentito ai partecipanti di sperimentare pratiche di ascolto e fiducia, “interpretando” i personaggi dell’opera e trasponendo ciascuno la “propria” tempesta, tra finzione e realtà, spunto drammaturgicamente molto presente nel testo shakesperiano.

Il percorso ha valorizzato le attitudini individuali e, attraverso l’arte e la rappresentazione di sé e dell’altro, ha portato il gruppo a diventare “compagnia”, risvegliando gli attori-detenuti da un assopimento emotivo dovuto alla loro condizione e incentivando in loro il desiderio di formazione e studio, confermando il valore positivo della pratica didattica e teatrale in condizione detentiva.

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Data e ora

25/09/2025 h. 10:00 to
25/09/2025 h. 12:00
 

Tipologie di evento

 

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