Università degli Studi di Perugia

GESTIRE LA COMPLESSITÀ? CONTRADDIZIONE IN TERMINI

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Tra “cigni neri” ed emergenze continue, tra narrazioni mediatiche e paradigmi ormai inadeguati, il dibattito intende analizzare e approfondire, in chiave divulgativa e in prospettiva multi/inter/trans-disciplinare, il contesto globale e iperconnesso e, allo stesso tempo, le variabili strategiche per il cambiamento sistemico. Un cambiamento sistemico intimamente correlato alla questione educativa e culturale ed, in particolare, alla co-costruzione di una “cultura della responsabilità e della sostenibilità”. Un questione divenuta, ormai, di vitale importanza per gli effetti irreversibili – tipici dei “sistemi complessi” – che stanno segnando la nostra epoca e, più in generale, la vita negli/degli ecosistemi sociali e ambientali. Siamo dentro processi e dinamiche incessanti, non-lineari, caotiche e inarrestabili, di fronte al ribaltamento dell’interazione complessa tra evoluzione biologica ed evoluzione culturale (Dominici, 1995-1996 e sgg.), nel mezzo di un cambiamento radicale dei paradigmi e di un processo di trasformazione antropologica, di cui ancora non abbiamo compreso la (iper)complessità, l’ambivalenza, le implicazioni epistemologiche e quelle sugli ecosistemi e sulla vita stessa; sul significato stesso di “essere umani”, in un futuro già presente in cui anche la materia sembra potersi trasformare in “materia intelligente”. Tra interdipendenza e frammentazione, ci ritroviamo costretti ad esplorare le connessioni e i confini nel tentativo di governare l’ipercomplessità e la vulnerabilità sistemica, che caratterizzano la civiltà ipertecnologica e iperconnessa, senza essere preparati all’imprevedibilità e alla non-linearità della vita e agli errori che proprio il nostro “essere umani” – la nostra stessa umanità – inevitabilmente porta con sé. Da questo punto di vista, continuiamo ad educare e formare alla razionalità (a una certa idea/visione della razionalità), al controllo, alla prevedibilità, mentre l’Umano, le relazioni (sempre sistemiche), il sociale, i mondi vitali e biologici continuano ad evolversi/trasformarsi – non soltanto in termini di processi educativi e formativi – lungo/verso direzioni e traiettorie diametralmente opposte. Come sostenuto fin dalla metà degli anni Novanta, e al contrario di quanto accade, dovremmo educare e formare alla complessità ed all’imprevedibilità, lavorando a tutti i livelli di azione per costruire una “cultura dell’errore”, fin dai primi anni di scuola. Processi che, oltretutto, non dovrebbero mai arrestarsi. A maggior ragione dentro una civiltà che, sempre più segnata da paradossi e contraddizioni, da distanze e fratture, da nuove disuguaglianze e asimmetrie, deve fare i conti anche con l’assenza di un sistema di pensiero e di un modello teorico-interpretativo in grado di comprendere l’ipercomplessità del mutamento in atto. I tradizionali confini tra natura e cultura, tra naturale e artificiale, tra formazione umanistica e formazione scientifica, tra i saperi, tra i vissuti sociali, tra i mondi vitali, sono completamente saltati.  E’ tempo di costruire una “cultura della sostenibilità e della responsabilità” per affrontare, pensando al “lungo periodo”, le questioni complesse con le quali ci stiamo già confrontando. Ospiti e relatori daranno voce a diversi campi disciplinari ed approcci, proprio con l’obiettivo di superare le tradizionali spiegazioni riduzionistiche e deterministiche. Partendo dai temi e dalle questioni emerse durante la conferenza-dibattito, l’obiettivo è/sarebbe anche quello di portare, riproporre ed estendere la riflessione anche in alcuni istituti scolastici, coinvolgendo le giovani generazioni.

 

Referente/i:

Piero Dominici

 

Data e ora

30/09/2022 h. 17:30 to
30/09/2022 h. 20:00
 

Tipologie di evento

 

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